Sono Mbeyu. Sono nata a Haubi, un villaggio nel nord della Tanzania, 42 anni e 27 giorni dopo la mia nascita. I miei genitori fin da subito mi hanno presentato alla loro comunità e con il loro amore, il loro sostegno, il loro incitamento e le loro cure sono cresciuta.

A Haubi il lavoro non manca, ce n’è per tutti, grandi e piccoli, capaci e incapaci, volenterosi e bighelloni: devi solo rimboccarti le maniche! Così ho imparato da Gloria – 14 anni – le mie prime parole, da Agnese – 13 anni – a prendere l’acqua al pozzo, da Anna – 14 anni – a lavare il secchio per l’acqua con la sabbia e l’erba, da Misanya – 8 anni – a costruirmi un fischietto con una canna e un coltello, da Mbuva – 5 anni – a portare un bimbo di un anno legato con una stoffa sulle spalle, da Mbula e Kichiku a cucinare con pazienza e amore.

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E ancora, da Mwinjo a curare i bambini dalle malattie della pelle, da Mganga a impastare il cemento, da Teddy a pitturare una stanza senza gli attrezzi giusti, da Calista come si soffre in silenzio, senza invidia, ma continuando ad amare la vita. E da tutti i miei compagni di scuola ho imparato i balli e i canti tanzaniani. Li cantavamo insieme mentre tornavamo a casa dopo la scuola o mentre andavamo a prendere l’acqua al pozzo o semplicemente per festeggiare nuovi fratelli wazungu arrivati dopo un lungo viaggio per portarci aiuti o anche affetto e partecipazione e per ricordarci che non siamo soli in qualsiasi parte del mondo.

Adesso sono tornata di nuovo a essere Simona; Mbeyu si è assopita ma è vigile e aspetta con ansia e trepidazione il giorno che tornerà dai suoi parenti e dai tanti amici tanzaniani per respirare di nuovo quell’aria così pulita, pura e semplice.

 

Simona Mbeyu